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APPROFONDIMENTI

Olivo: come gestire le malerbe in modo efficace

Per ottenere raccolti di olive di qualità in quantità è necessaria una gestione integrata della flora spontanea attraverso lavorazioni del terreno, trinciatura e uso di erbicidi

In breve
Le infestanti competono con gli ulivi per l'accesso all'acqua e ai nutrienti. Un approccio integrato al problema, attraverso lavorazioni superficiali del suolo, trinciature e applicazione di diserbanti, permette di avere un uliveto produttivo e un terreno sgombro da ostacoli durante la raccolta.

Ulivi e malerbe, una competizione da evitare

L'apparato radicale degli olivi (Olea europaea) ha una espansione superficiale che si concentra nei primi 70 centimetri di suolo. Per questa ragione la presenza di erbe infestanti nel sottochioma o nell'interfila risulta essere problematica. La flora spontanea infatti compete con gli ulivi per l'assorbimento di acqua e nutrienti dal suolo, così come per la luce del sole nel caso di giovani piante. Il risultato della competizione è una produzione di olive ridotta rispetto alle potenzialità dell'impianto, anche dal punto di vista della qualità.

Per queste ragioni è di fondamentale importanza controllare le malerbe. Gli strumenti a disposizione dell'olivicoltore sono essenzialmente tre: le lavorazioni meccaniche del terreno, la trinciatura e l'uso di erbicidi.

Lavorare il suolo per eliminare le malerbe

Le lavorazioni superficiali del terreno, limitate ai primi 10-15 centimetri per non danneggiare le radici dell'ulivo, possono essere eseguite con erpici a dischi, frese, zappatrici e aratri leggeri. I benefici che comportano sono:
 l'eliminazione delle malerbe
 una maggiore infiltrazione dell'acqua nel suolo
 la riduzione dell'evaporazione
 la possibilità di interrare ammendanti o fertilizzanti o praticare il sovescio

Negli areali del Sud Italia la lavorazione del terreno è spesso la sola pratica utilizzata per controllare le infestanti, con 5-6 e anche più interventi all'anno. Tuttavia non mancano gli effetti negativi, come ad esempio un maggiore rischio di erosione del suolo nel caso di fenomeni meteorologici intensi, specie se su uliveti in pendenza. Ma anche la riduzione del contenuto di sostanza organica del terreno, il peggioramento della struttura del suolo e il danneggiamento delle radichette superficiali.

Per queste ragioni, e per ridurre il consumo di gasolio, gli agricoltori negli ultimi tempi stanno limitando le lavorazioni, localizzandole nell'interfila, e integrando nella strategia di controllo delle malerbe strumenti come la trinciatura e il diserbo chimico. 

La trinciatura: buona per l'ulivo, buona per il terreno

La trinciatura prevede il taglio e lo sminuzzamento delle malerbe (attraverso trinciaerba e trinciasarmenti) abbinato alla cippatura dei residui di potatura, che vengono abbandonati sul terreno (nel caso non vi siano infestazioni di fleotribo, Phloeotribus scarabaeoides).

Lo strato pacciamante che si viene così a formare riduce l'evapotraspirazione dell'acqua e ostacola l'emergenza di nuove infestanti. Ma riduce anche i fenomeni erosivi e 'restituisce' al terreno sostanza organica e nutrienti.

Il diserbo chimico per gestire la flora spontanea

I diserbanti sono prodotti che devitalizzano le malerbe e possono essere suddivisi in quattro categorie:
i Residuali Sistemici sono assorbiti dall'apparato radicale e sono traslocati in tutta la pianta
i Residuali Antigerminello colpiscono i semi in via di germinazione e le giovani plantule
i Fogliari Disseccanti agiscono per contatto e devitalizzano solo la parte irrorata della malerba
i Fogliari Sistemici vengono assorbiti dalle foglie e poi traslocati in tutto l'organismo

Il diserbo chimico è estremamente efficace ed economico ed è l'unica soluzione in terreni con uno scheletro particolarmente grossolano. E tuttavia la loro efficacia dipende molto dall'andamento meteo (presenza di vento o elevate temperature), dalla tipologia di infestante e dal suo sviluppo e dall'accuratezza di applicazione.

Gestione delle malerbe, meglio se integrata

Per tutte queste ragioni negli ultimi anni si sta affermando la cosiddetta Gestione integrata delle infestanti, che utilizza i tre strumenti sopra elencati in un mix in cui vantaggi e svantaggi di ogni singola tecnica si compensano l'un l'altro, per offrire all'olivicoltore un controllo ottimale dell'infestante.

É bene ricordare che il mix di strumenti deve essere attentamente calibrato tenendo in considerazione l'areale, la cultivar, il tipo di terreno e la sua pendenza, l'andamento meteorologico stagionale, la presenza o meno di un impianto di irrigazione, la tipologia di infestanti e lo stadio fenologico, l'anzianità dell'uliveto e la tipologia di raccolta delle olive. Tutte caratteristiche che devono essere valutate per poter gestire al meglio la flora spontanea.

Un approccio integrato al sottofila di un uliveto irrigato, potrebbe prevedere ad esempio un inerbimento naturale durante i mesi invernali, una lavorazione superficiale abbinata ad un erbicida residuale tra febbraio e marzo. Nessun intervento fino ad agosto, sfruttando la copertura del diserbante, e l'applicazione di un erbicida fogliare sistemico o disseccante, per poi far riposare il terreno durante l'autunno-inverno.

In questo contesto Bayer propone Jogg, un erbicida sistemico e residuale, registrato su vite, agrumi e olivo, in formato granulare e a base di Flazasulfuron al 25%. Un prodotto che agisce sia per assorbimento fogliare che radicale, pensato per il trattamento del sottofila, che controlla un gran numero di infestanti sia dicotiledoni che graminacee.
Jogg esplica il suo massimo potenziale erbicida quando viene miscelato con l’innovativo formulato dei prodotti Roundup.

Titolo Olivo: come gestire le malerbe in modo efficace
Categoria Approfondimenti
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